Il Festival di Sanremo, come da recente tradizione, un caso pratico di assenza di Stile

Sarà l ‘aria di Sanremo… sarà che concordo con chi pensa che non esista una standardizzazione della scelta dei capi da indossare, altrimenti non si potrebbe più parlare di stile.

Lo stile, a prescindere dalla moda del momento, che sappiamo passa e cambia, a differenza del proprio ego, è qualcosa di strettamente correlato alla propria personalità e alla propria espressione di se stessi, dal lato più superficiale ed evidente a quello più nascosto e introspettivo.

L’abito, o genericamente l’outfit, non può allontanarsi dalla personalità, dal personaggio di chi lo indossa.

Ultimamente, si tende, ad esempio in contesti televisivi o eventi importanti, a promuovere indirettamente i marchi di lusso, vestendo i protagonisti senza ragione di causa.

I bravi stylist e i costumisti di professione, sanno che non possono affatto allontanarsi dalla personalità del soggetto che vestono. È come fare un volo pindarico e suicida. L’effetto è troppo evidente … pessima spontaneità e padronanza dell’indossatore, che non sentendosi sé stesso, trova non poche difficoltà a riconoscersi vestito come gli è stato imposto.

Lo stile di Sanremo è parte integrante dello spettacolo al punto da fare da cornice alla qualità delle canzoni, dunque dovrebbe essere un processo governato con competenza, senza cedere a politiche di marketing di visibilità e riconoscimento del marchio / casa di moda. Sarebbe molto più sensato ed apprezzato valorizzare l’outfit sartoriale tailor made, realizzato su misura. Lo stesso personaggio si sentirebbe più libero, più se stesso nella sua espressione. Invece, puntualmente si finisce per “ingessare” colui che indossa, limitandolo anche nel suo miglior operato. Perché è palese… che chi non si ritrova in un determinato stile o outfit non sarà mai se stesso pur se impegnato nel suo contesto professionale. Tale discorso spazia dai conduttori, agli ospiti, ai concorrenti, … chiunque (non necessariamente del mondo dello spettacolo).

In particolare, la 69 esima edizione di Sanremo, ha mostrato ancora una volta, che l’incompetenza degli uni e l’insicurezza degli altri hanno fatto da “sconcerto”. Oramai è da diversi anni che i procacciatori di sponsor, nei panni di finti costumisti, hanno sostituto i veri costumisti, mostrando nel loro operato tutta la loro poca preparazione e consapevolezza di idea di stile. L’occhio critico dei più accorti non ha potuto non notare una evidente e mostruosa sostituzione di griffe sul palco rispetto agli scorsi anni, non derivante da un progetto ma bensì da “rimpiazzi di poltrone”. Una simile mancanza di orchestrazione fra look, colori, forme, non si era infatti mai vista. Al Festival di Sanremo servono meno stilisti più costumisti, per non cadere nella trappola del brand.

Il nocciolo della questione, non sta nel fare i saccenti, quanto proprio nella mancanza di gusto e Stile nel vestire un personaggio, unica vera vittima, almeno in tal senso. Non è sotto accusa promuovere su un palco, o in Tv, look e/o outfit della moda di lusso (da non confondere con l’alta moda o couture) ma è volgarmente errato puntare esclusivamente a farne una vetrina, come se si stesse vestendo ed allestendo un manichino senza personalità senza espressione. Snaturare lo stile di una persona, ha un effetto boomerang, il non far risaltare le caratteristiche di quel particolare outfit, perché fatto indossare ciecamente ad un personaggio che non lo sente suo e quindi non di sua rappresentanza. Per fare un esempio concreto, le giacche (griffate Etro) viste nelle prime serate di Sanremo sarebbero state quasi perfette su tipi come Irama, o Morgan, o ancora su Ligabue, o su altri come Fabrizio Corona, Lapo Elkann, eccentrici e un po’ “maledetti”. Un risultato eccezionale dato dalla giusta miscela tra la propria personalità e lo Stile proposto e calzato. Al contrario, se indossate da Claudio Bisio, o Claudio Baglioni, avrebbe ingessato la persona (come è appunto accaduto) e reso quelle giacche rigide e incongrue. Di fatto, a prescindere dal nostro personale gusto, quel genere di outfit ha funzionato moltissimo sulla personalità del cantante Irama. Nulla da eccepire, per la meravigliosa conduttrice comica Virgina Raffaele che ha spaziato nei suoi stili, con griffe di lusso e altre un po meno, osando ma senza troppa esagerazione / storpiatura, senza mai perdersi dietro ad outfit non suoi.

Concludo senza fare pagelle ma dopo tali osservazioni potete immaginare il mio punto di vista.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.